Informazioni sull’affido familiare

 

Opuscolo-affido
Fai click sull’immagine per aprire l’opuscolo informativo sull’affido familiare (.pdf 16MB)

 

IN CHE COSA CONSISTE?

L’affido familiare, regolato dalla Legge 28 marzo 2001 n. 149, è un intervento temporaneo di aiuto e di sostegno ad un minore privo di “un ambiente familiare idoneo alla crescita”.

CHI LO PUO’ OTTENERE?

Possono ottenerlo le famiglie, una persona singola, una comunità di tipo famigliare.

IN CHE COSA DIFFERISCE DALL’ADOZIONE?

A differenza di quella adottiva, la famiglia affidataria non può considerare il minore come proprio figlio.

Con l’affidamento, infatti, non si modifica lo stato famigliare del minore e non si creano pertanto vincoli famigliari tra quest’ultimo e l’affidatario.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELL’AFFIDO?

– La temporaneità

– Il mantenimento dei rapporti con la famiglia d’origine

– La previsione di rientro nella famiglia d’origine

QUALI SONO LE TIPOLOGIE DELL’AFFIDO?

– Affido consensuale

– Affido giudiziale

L’affidamento famigliare è consensuale nel caso sia condiviso dai genitori o giudiziale nel caso sia disposto dall’Autorità Giudiziaria

A CHI DEVONO MANIFESTARE LA LORO DISPONIBILITÀ LE PERSONE INTERESSATE AD AVERE UN BAMBINO IN AFFIDO?

Ai servizi sociali dell’ente locale

Al servizio affidamento famigliare

– del Comune

– della Asl

– della Provincia

Gli Enti locali, le Regioni e lo Stato, nell’ambito delle loro competenze, riconoscono e agevolano il ruolo degli organismi non lucrativi di utilità sociale……associazioni di volontariato “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” L. 8 novembre 2000, n. 328.

IL FOCOLARE O.N.L.U.S. è presente dal 29 marzo 2006 al Tavolo dei Minori – Piano di Zona 2006-2008 dell’Ambito Distrettuale 5.1 di Cervignano del Friuli.

IN CHE COSA SI IMPEGNA LA FAMIGLIA AFFIDATARIA?

– Ad accogliere presso di sé il bambino

– A provvedere alla sua educazione ed istruzione

– A curare e mantenere i rapporti con la famiglia d’origine

– A favorire il reinserimento del minore nella famiglia di origine

QUANDO CESSA L’AFFIDO?

– Quando viene meno la situazione di temporanea difficoltà che lo ha determinato

– Quando la prosecuzione dell’ affido reca pregiudizio al minore

– Quando decorre il tempo previsto della sua durata

IN CHE COSA CONSISTE “IN PRATICA”?

Nell’accoglienza di un minore per un periodo di tempo determinato

– presso una famiglia

– una persona singola

– gruppi parafamigliari

qualora la sua famiglia stia attraversando un momento di difficoltà.

Nel sostegno alla famiglia naturale per superare le difficoltà al fine di favorire il rientro del minore

CHI PUO’ DIVENTARE AFFIDATARIO DI MINORI?

– Un’altra famiglia

– Coppie senza figli

– Una singola persona

– Una comunità di tipo famigliare

– Fino al 31/12/2006 anche un istituto di assistenza pubblico o privato ma solo per bambini con più di 6 anni

COME PUO’ ESSERE L’AFFIDAMENTO?

– “diurno” : quando è limitato a poche ore durante la giornata

– “residenziale” : quando il minore va a vivere, per un periodo di tempo, presso la famiglia affidataria, pur mantenendo, di norma, rapporti e incontri con la sua famiglia naturale

CHI NE HA DIRITTO?

Minori appartenenti a famiglie, che per vari motivi (malattia, carcerazione, difficoltà educative e/o genitoriali, violenza fisica e psicologica, ecc.) non riescono a prendersi temporaneamente cura dei figli.

QUANTO DURA?

La durata dell’affidamento è temporanea (da pochi mesi a 2 o 3 anni, eventualmente rinnovabili) e viene definita di volta in volta a seconda del progetto e/o del provvedimento dell’Autorità Giudiziaria.

CHI SEGUE LA PREPARAZIONE ALL’AFFIDO?

Un’apposita equipe che effettua colloqui di conoscenza con le famiglie disponibili al fine di poter valutare, al momento del bisogno, quella più rispondente alle necessità del minore da affidare.

CHE COSA E’ PREVISTO PER LA FAMIGLIA AFFIDATARIA?

– Una consulenza e sostegno

– Un contributo economico

– Una copertura assicurativa

Nel caso di affidamento a parenti il contributo viene dato in caso di necessità o in misura minore

CHI OFFRE INFORMAZIONI SULL’AFFIDO?

Chi vuole avere informazioni od offrire la propria disponibilità ad essere affidatario può rivolgersi alla sede dei servizi territoriali di residenza.

COME SI OTTIENE?

Su richiesta della famiglia naturale ai servizi socio assistenziali territoriali di residenza e/o su proposta dei servizi stessi o in seguito a disposizioni dell’Autorità Giudiziaria.

CHI PUO’ ACCOGLIERE I BAMBINI IN AFFIDO?

Il bambino o ragazzo può essere affidato:

– Prioritariamente a coniugi con figli per offrire una famiglia il più possibile simile a quella dei suoi coetanei,

– Oppure a coniugi senza figli

– A persone singole

PERCHE’ BISOGNA CREARE UN RACCORDO FRA SERVIZI SOCIALI E ISTITUZIONI SCOLASTICHE?

– Per creare una cultura dell’accoglienza verso i bambini e gli adolescenti,

– Per raccogliere nuove disponibilità all’affido da parte delle famiglie degli alunni

– Per affrontare insieme problematiche specifiche relative ad alunni che attualmente vivono l’esperienza dell’affidamento

COSA PREVEDE LA LEGGE?

L’affidamento dei minori è disciplinato dalla Legge 149 del 2001 che modifica la legge 184 del 1983.

Si può ottenere l’affidamento temporaneo di un minore quando la sua famiglia d’origine non è in grado di assicurargli l’assistenza morale e materiale necessaria e il piccolo si trovi quindi in un ambiente famigliare non idoneo.

Possono essere oggetto di affidamento tutti i minori, anche non cittadini italiani, che si trovano nel territorio dello Stato.

La situazione deve essere temporanea e non duratura. Tra le novità della nuova legge, la scomparsa degli orfanotrofi e degli istituti di assistenza pubblici e privati che, entro la fine del 2006, dovranno essere sostituiti dalle case famiglia. I bambini con meno di 6 anni, in ogni caso, non possono essere affidati a istituti ma solo a comunità di tipo famigliare.

CHI PUO’ PROPORRE L’AFFIDO?

– Gli stessi genitori in difficoltà

– Il servizio sociale locale a seguito di denuncia o segnalazione da parte degli organi di pubblica sicurezza.

CHI LO DISPONE?

– I servizi sociali locali, previo consenso dei genitori, del genitore esercente la potestà o del tutore, sentito il minore con più di 12 anni e anche il minore di età inferiore in considerazione della sua capacità di discernimento. In questo caso ( detto affido consensuale) è reso esecutivo dal giudice e non può durare più di due anni.

– Il tribunale per i minorenni quando i genitori o il tutore del minore non concordano sull’affidamento ritenuto necessario dai servizi assistenziali ( affido non consensuale)

Considerare di diventare affidatari di un minore comporta un percorso burocratico, che per fortuna si è snellito. La vera difficoltà sta nel fatto di dover mettere in conto la temporaneità dell’affidamento (che va in genere da pochi mesi a un massimo di due anni) e, di conseguenza, il dispiacere che si proverà in seguito alla separazione dal minore.

L’affidamento è quindi un grande gesto d’amore.